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Barocco siciliano

In seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693 alcuni artisti adottarono uno stile comune che oggi ricade sotto la denominazione di barocco siciliano.

Prima di questa data il barocco era stato impiegato nell'isola in modo ingenuo, evoluto dall'architettura autoctona piuttosto che derivato dai grandi architetti barocchi di Roma.
In seguito al sisma, molti architetti locali adottarono questo stile, che è riconoscibile non solo dalle sue tipiche linee curve e motivi decorativi barocchi ma anche dalle ghignanti maschere e putti, e dall'apparenza particolarmente sgargiante raramente visibile altrove. La loro interpretazione dello stile condusse ad una forma d'arte personalizzata e radicata nei vari territori come la Val di Noto (province di Ragusa e Siracusa) ed Acireale.
Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì con l'essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.

Lingua e letteratura siciliana

La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se la grandissima parte della popolazione locale parla anche il siciliano, u sicilianu.
La produzione letteraria è stata molto viva nel corso dei secoli, inizialmente grazie alla corte di Federico II con la sua scuola siciliana.
Tra il 1230 e il 1266 sotto la corte sveva si sviluppò il primo volgare illustre degno di questo nome. Per quanto il suo uso restasse confinato alle corti italiane e alla letteratura, dopo gli svevi venne ripreso dagli scrittori toscani che ne vennero fortemente influenzati anche grazie al prestigio letterario della Scuola, al cui capofila, Giacomo da Lentini, è attribuita l'invenzione del sonetto.
Grazie anche allo stile poetico dei Siciliani, molte delle loro parole ed espressioni passarono nel toscano illustre, base della lingua italiana.

Grazie inoltre a grandi poeti quali Giovanni Meli, Domenico Tempio e Ignazio Buttitta, scrittori come Andrea Camilleri e drammaturghi come Nino Martoglio, Luigi Pirandello (Premio Nobel) e Luigi Capuana.
Da ricordare anche romanzieri del calibro di Giovanni Verga e lo stesso Capuana per il verismo, mentre una menzione speciale va a Pirandello, Leonardo Sciascia, Corrado Brancati ed Ettore Patti per avere rivoluzionato il romanzo del Novecento. Salvatore Quasimodo (Premio Nobel) fu inoltre un pioniere dell'ermetismo).

 


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